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Decreto Dignità: più tempo ai lavoratori per impugnare i contratti a tempo determinato

Decreto Dignità: più tempo ai lavoratori per impugnare i contratti a tempo determinato

Il Decreto Legge n. 87 del 12 luglio 2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 luglio 2018, meglio noto come Decreto Dignità, nel riformare la disciplina dei contratti di lavoro a tempo determinato ha apportato delle novità anche in merito ai termini a disposizione dei lavoratori per impugnare i suddetti contratti.

L’art. 28 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015, nella versione precedente all’entrata in vigore del Decreto Dignità, disponeva che l’impugnazione del contratto di lavoro a tempo determinato doveva avvenire entro 120 giorni dalla cessazione dello stesso, con qualsiasi atto scritto idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore di impugnare il contratto.

L’art. 1, comma 1, lettera c) del Decreto Legge n. 87 del 12 luglio 2018,  modifica l’art. 28 del Decreto Legislativo n. 81 del 2015  estendendo il termine da 120  a 180 giorni dalla cessazione del singolo contratto a termine, concedendo in tal modo al lavoratore ulteriori 60 giorni per decidere di impugnare il contratto.

Anche dopo l’entrata in vigore del Decreto Dignità infatti, l’impugnazione stragiudiziale del contratto a tempo determinato resta priva di efficacia se non è seguita entro il successivo termine di 180 giorni dal deposito del ricorso nella cancelleria del Tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato.

Il “Decreto dignità” introduce importanti novità in materia di contratto a termine e somministrazione. Le modifiche introdotte dal Decreto impatteranno su circa 1.600.000 contratti (quasi il 60% del totale) in scadenza entro fine anno (di cui 900.000 contratti a termine già in scadenza entro fine agosto).

Nel corso della giornata di studi organizzata da Optime e prevista a Milano il 19 settembre 2018 saranno analizzati i contenuti delle nuove disposizioni e saranno messi a disposizione dei partecipanti tutti gli strumenti per adeguare correttamente i rapporti in essere al nuovo quadro normativo.

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