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Abusi di mercato: contraddizioni sull’estensione della confisca

Abusi di mercato: contraddizioni sull'estensione della confisca

Due recenti pronunce della Cassazione civile affrontano in modo contraddittorio una problematica di particolare rilievo: se la confisca vada estesa all’intero valore dei titoli negoziati o debba essere limitata al maggior ricavo, in caso di acquisto, o alla mancata perdita, in caso di vendita, realizzati grazie all’abuso dell’informazione privilegiata.

Abbiamo già condiviso  la sentenza n. 8590/2018  della Prima Sezione Civile che ha rigettato il ricorso avverso due sentenze della Corte d’Appello di Torino, rese nell’ambito del medesimo procedimento, che avevano a loro volta rigettato l’opposizione avverso una delibera della Consob che – accertato l’illecito amministrativo di abuso di informazioni privilegiate (art. 187 bis. T.u.i.f.) – aveva applicato una sanzione amministrativa pecuniaria nonché la confisca ex art. 187 sexies T.u.i.f. dei titoli azionari sequestrati.

L’ordinanza n. 3831/2018 della Seconda Sezione della Cassazione Civile si segnala invece per un’inversione di rotta.

Il caso riguarda l’irrogazione, da parte della CONSOB, di sanzioni amministrative a fronte di un fatto di insider trading realizzato attraverso l’acquisto di azioni di FMR Art’è da parte di un socio, sulla base del possesso dell’informazione privilegiata relativa all’imminente lancio di un’OPA su tale società, promossa dallo stesso autore del fatto assieme ad altri soci della stessa Art’è.

Con la medesima delibera CONSOB ordinava la confisca per equivalente del profitto e dei mezzi usati per ottenerlo.

Nel caso di specie il ricorrente, osserva la Cassazione, “grazie all’informazione privilegiata di cui disponeva ha speso € 123.175,07 (beni utilizzati per commettere l’illecito) per acquistare titoli da cui ha ricavato € 149.760 (prodotto dell’illecito), ritraendo dall’operazione di trading una plusvalenza di € 26.580 (profitto dell’illecito).

La CONSOB ha confiscato per equivalente il maggiore dei tre importi, pari al prodotto dell’illecito.

Di qui la prospettazione, da parte della difesa, di una questione di legittimità costituzionale dell’art. 187 sexies T.U.F., che la Cassazione ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata.

Questa ordinanza ha il merito di avere posto sul tappeto, in modo argomentato e persuasivo, una questione: il carattere sproporzionato che può assumere la confisca per equivalente nell’insider trading, problema che non ha ad oggi ricevuto sufficiente considerazione.

Sebbene il nuovo quadro normativo e regolamentare comunitario/nazionale per il contrasto agli abusi di mercato sia ormai completo, la fase applicativa fa emergere non pochi dubbi operativi.

Per questo motivo l’evento formativo organizzato da Paradigma il 16 maggio a Milano offre l’opportunità, attraverso le due tavole rotonde , di confrontarsi con Consob, Assonime e con i maggiori esperti della materia.

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